Incompresi, evitati e talvolta persino abbandonati
Novanta secondi, quattro domande, nessuna email. Esce una card compilata sul tuo processo.

Sono Stefany Di Cori
Entro nei processi, li leggo davvero e li traduco in qualcosa che le persone capiscono e decidono di attraversare. Il tutto, grazie alla forza e alla bellezza del gioco.
Ingegnere gestionale, Lean Six Sigma Black Belt, esperta ESG e gamification strategist. Non sopporto un processo che non funziona, qualunque forma abbia: una VSM, un report ESG, un onboarding, una dashboard di KPI.
La storia lungaCome lavoro
Sulla carta i sistemi aziendali funzionano quasi sempre. È nella vita di ogni giorno che iniziano le avventure: per questo parto sempre dal problema reale, mai dalla teoria.
Intervisto chi lo attraversa e guardo cosa succede davvero. Soprattutto dove viene aggirato, e perché.
Scelgo le meccaniche che reggono in quel reparto, non quelle che funzionano nei casi studio.
Chi userà il sistema lo costruisce con me. Un processo calato dall’alto parte già in salita.
Un gruppo pilota, trenta giorni. In produzione entra solo quello che ha superato la realtà.
Lascio metodo e strumenti alle persone interne. L’obiettivo dichiarato è che smettiate di chiamarmi.
Non immagino un futuro brillante. Creo un presente accogliente.
La versione breve di come lavoro
Competenze
Cinque carte e una che sta sotto tutte le altre. Ognuna dice quando serve, cosa sblocca e quando non basta.
Clicca una carta per girarla
Il metodo Game Stream Mapping
Il GSM, Game Stream Mapping, è il metodo con cui analizzo processi e sistemi partendo da come vengono vissuti davvero, e li ridisegno con principi Lean e meccaniche di gioco perché siano più facili da adottare. Parte da qui: ogni processo ha almeno due versioni.
La prima si trova nei diagrammi, nelle procedure, negli ERP. La seconda vive negli Excel paralleli, nei messaggi WhatsApp, nei passaggi aggirati e nei poco rassicuranti «sì sì, poi lo faccio».
Il GSM porta alla luce la seconda. E cambia la domanda: non «perché le persone non seguono il processo», ma cosa rende il comportamento corretto meno conveniente di quello alternativo.
Servizi
Per scoprire dove il sistema si inceppa
Trova il punto critico →Per trasformare un processo in un vero modo di lavorare
Rimetti in gioco il processo →Per costruire autonomia nel tempo
Costruisci il percorso →Un processo che non vedi non puoi migliorarlo. Puoi solo subirlo.
La frase con cui chiudo ogni webinar
Le domande che mi fanno sempre
Sono le domande che arrivano nelle prime call, nell’ordine in cui arrivano. Se ne manca una, scrivimela e la aggiungo.
Il Game Stream Mapping (GSM) è il framework che ho costruito per osservare come le persone vivono davvero un processo, individuare gli attriti e i punti in cui l’adozione si perde, e progettare interventi che rendano il comportamento corretto più semplice, motivante e visibile. Non sostituisce la value stream map: le si sovrappone, aggiungendo il flusso dell’esperienza a quello del valore.
Le persone non evitano un processo perché sono pigre. Lo evitano perché è confuso, costoso da eseguire o perché non si capisce a cosa serva. Uso obiettivi chiari, progressione, feedback e meccaniche di gioco per trasformare una procedura percepita come obbligo in un percorso che si capisce e si porta avanti. Non serve a rendere il lavoro più divertente: serve a renderlo più chiaro. La applico a onboarding, formazione, sicurezza, reti partner e processi organizzativi.
Dipende da dove il processo perde punti. Se è lento e pieno di sprechi entra in gioco il Lean. Se le persone faticano a seguirlo serve la gamification. Se i dati ESG restano bloccati in un report che legge in tre, interviene il narrative design. Io le metto insieme, perché i problemi organizzativi hanno raramente una sola origine e quasi mai si risolvono con una sola mossa.
Lean per me non significa chiedere di correre. Significa togliere sprechi di tempo, di energia e di attenzione: mappare i flussi di valore, guardare dove il processo rallenta, quali passaggi creano attrito e quali attività consumano risorse senza produrre niente. Da lì si ridisegna uno standard più semplice da seguire ogni giorno.
Un sistema ESG che vive solo dentro un report non cambia nessun comportamento. Mi occupo di sostenibilità operativa, CSRD, sistemi di gestione ISO e rendicontazione, e traduco principi, indicatori e procedure in pratiche che le persone possono riconoscere nel proprio lavoro. Il valore arriva quando la sostenibilità smette di essere un adempimento e comincia a orientare decisioni quotidiane.
Un numero corretto ma incomprensibile non guida nessuna decisione: resta su una slide ad aspettare qualcuno che lo legga. Il narrative design traduce dati, KPI e processi in storie leggibili (canvas visivi, indicatori che parlano) e collega ogni numero a un’azione possibile. Così un KPI smette di essere un dato da riportare e diventa un’informazione utile per capire dove siamo.
Con PMI manifatturiere, soprattutto dove esistono processi certificati, turni, reparti e persone che quei processi li attraversano ogni giorno. Entro come gamification strategist e come fractional operations officer, cioè con un ruolo e una delega dentro l’organizzazione, non come consulente esterno che consegna un documento e saluta.
Processi, sistemi e altre creature complesse
Entro dove il lavoro si blocca, individuo gli attriti e progetto contesti in cui le persone possano capire, collaborare e agire meglio. Metodo Lean, pensiero sistemico e meccaniche di gioco per far funzionare ciò che sulla carta sembrava già perfetto.
Gratuita davvero, e senza sequenza di sette email dopo. Se non siamo compatibili te lo dico durante la call.